 |
|
 |
|
|
|
 |
|
Maggio 2008 |
|
|
|
Verso la fine del 1830, al
termine dellla faticosa missione di Ancona, il nostro Santo, insieme col suo
fedele compagno, il Venerabile Giovanni Merlini, decise di proseguire il viaggio
per la Casa di San Felice di Giano. Passando per
Loreto, "ivi con straordinario fervore si trattenne in orazione nella Santa
Casa, avendo detto al compagno che molto lo raccomandasse". Oltrepassata
poi Tolentino, si fermò alcuni giorni nella casa di Pievetorina. Mentre dimorava
"in quel devoto ritiro dei Missionari del Divin Sangue, palesò occultamente
al nominato Merlini un avvenimento testè accadutogli, cioè che una mattina,
celebrando la santa Messa, gli apparvero molte catene d'oro che calando dal
cielo si andavano a fermare nel calice e col mezzo di codeste catene l'anima sua
vedevasi portata verso il paradiso", e per questo ne era rimasto molto
consolato. |
 |
|
Giunto a San Felice di Giano trovarono quella casa in uno stato "cotanto
miserabile, che loro mancava quasi il vitto necessario".
Gaspare, vedendo tali strettezze e sentendone compassione, si dà da
fare per sopperire al bisogno, facendo comprare anche un barile di
vino! Ma quale non fu la sorpresa dei membri della comunità quando
si accorsero che la quantità di un barile di vino, che sarebbe
bastata si e no per sei sette giorni, durò invece per ben sedici
giorni e tutti in casa, se ne servivano, "la qual cosa affermano
al Merlini come fatto straordinario e portentoso certamente
avvenuto". |
|
Sorridiamo anche noi, amato San Gaspare, per questi delicati gesti
della tua carità e con te benediciamo il Signore che, come canta il
Salmo 103, "Fa crescere il fieno per gli armenti e l'erba al
servizio dell'uomo perchè tragga alimento dalla terra: il vino, che
allieta il cuore dell'uomo, l'olio che fà brillare il suo volto e il
pane che sostiene il suo vigore" (vv.14-15) |
|
|
|
 |