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Quale mezzo efficacissimo per promuovere la conversione
dei peccatori, per debellare lo spirito di empietà e di irreligione,
scelse la devozione al Sangue Preziosissimo di Gesú e ne divenne
ardentissimo apostolo. Si attuava cosí la predizione fatta dalla
pia religiosa suor Agnese del Verbo Incarnato nel 1810, da lei confidata
al suo direttore spirituale, Francesco Albertini, in seguito direttore
di Gaspare e suo compagno di prigionia, secondo cui, in tempi calamitosi
per la Chiesa sarebbe sorto uno zelante sacerdote che avrebbe scosso
i popoli dalla indifferenza mediante la devozione al Prezioso Sangue, del
quale egli sarebbe stato la « tromba ».
Non minore fu la pietà verso Maria S.ma: s'era impegnato
con voto a difenderne l'Immacolata Concezione; la scelse
in seguito come guida di tutte le sue missioni, cui
Maria presiedeva col titolo di « Madonna del Calice »;
con la sua immagine ottenne molti prodigi e insperate
conversioni. |
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Per meglio
raggiungere il suo nobile intento, il 15 agosto 1815 fondò
la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, a
cui si iscrissero uomini di grande santità, come il ven.
servo di Dio d. Giovanni Merlini, Giovanni Mastai Ferretti,
il futuro Pio IX, Biagio Valentini, Vincenzo Tani e altri
ancora, morti in concetto di santità. Nel 1834, inoltre,
diede inizio all'Istituto delle Suore Adoratrici del
Preziosissimo Sangue, coadiuvato dalla b. Maria De Mattias,
che egli stesso aveva chiamato a tale missione. Le due
famiglie religiose trovarono il terreno fecondatore nella
Pia Unione del Preziosissimo Sangue, oggi Unio Sanguis
Christi, che, insieme con Francesco Albertini, Gaspare aveva
istituito fin dal 1808, a vantaggio di tutti i fedeli, e che
si era propagata in Italia e in altre nazioni.
L'apostolato di Gaspare segnato da fatiche e sofferenze non
comuni, benedetto da Dio con frequenti manifestazioni
soprannaturali, fu di enorme efficacia. Al suo passaggio
fiorivano la fede e la pietà cristiana, cessavano gli odi e
il malcostume, si verificavano strepitose conversioni. S.
Vincenzo Strambi, che gli fu compagno in qualche missione,
lo definí « terremoto spirituale »; le masse lo acclamavano
« angelo di pace ». |