 |
Sostenne con straordinario coraggio la lotta accanita che
gli mossero le società segrete, in particolare la massoneria. Ma nonostante le
loro minacce e gli attentati alla sua stessa vita, non cessò mai di predicare
apertamente contro tali sette, fucine di rabbioso laicismo ateo; convertì
intere logge massoniche e non si stancò di mettere in guardia il popolo contro
la loro propaganda satanica. Per questo era chiamato col titolo glorioso di «martello dei settari» Ma un'altra piaga vessava lo Stato Pontificio,
come, del resto, anche altre regioni: il brigantaggio. Sorto all'inizio
come reazione all'occupazione francese, al fisco e alla leva
obbligatoria, degenerò presto in vera delinquenza organizzata. Orde di
malviventi si diedero a rapine, a vendette e a violenze, calando dai
loro sicuri rifugi sui monti. Pio VII e poi i suoi successori Pio VIII e
Leone XII avevano tentato di estirparne la piaga, ma senza successo.
Leone XII, allora, dietro consiglio del card. Belisario Cristaldi, affidò
la rischiosa impresa a Gaspare, che, con le sole armi del Crocifisso e
della misericordia evangelica, riuscí a ridurre la terribile piaga nei
dintorni di Roma e a riportare pace e sicurezza tra le popolazioni. |