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| La devozione al p. s. dall'antichità cristiana al sec. XIX.
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Il valore del sangue di
Cristo è stato sempre riconosciuto dalla Chiesa fin dagli inizi; e non
poteva essere altrimenti, tanti e tali sono i riferimenti scritturali
che lo affermano. Perfino l'aggettivo prezioso, più comunemente portato
al superlativo è di origine biblica (cf lPt 1,19). I Padri e gli
scrittori ecclesiastici non mancarono di approfondire ed enucleare le
affermazioni dei sacri testi, specialmente in riferimento alla
redenzione (il s. è il caro prezzo pagato da Gesù per ricomprare
l'umanità), all'alleanza (il s. di Gesù è il segno della nuova alleanza)
e all'espiazione (il s. di Gesú, segno della sua offerta sacrificale,
purifica l'umanità dal peccato). La virtú salvifica del s. preziosissimo
appare talmente esaltata nelle fonti della rivelazione che non fa
meraviglia che il s. di Cristo sia diventato nella pietà cristiana
oggetto di particolare devozione.Questa devozione verso il s. prezioso
fu conseguenza del a rinnovamento liturgico » che si instaurò nell'alto
medioevo con la conversione alla fede cristiana dei popoli « barbari
».Questi popoli sentivano il bisogno di
un culto piú « umanizzato». Perciò, si dette corso a feste che
rievocavano episodi toccanti della vita di Cristo. |
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Alla Messa, unica
forma di culto pubblico fino allora, si affiancarono processioni e
cerimonie varie. In questo clima si svilupparono le « devozioni », in
specie la devozione all'umanità di Cristo e, quindi, la devozione al p.
s. Scrittori spirituali, teologi e mistici (p.e., s. Bonaventura, la b.
Angela da Foligno, s. Caterina da Siena) alimentavano con i loro scritti
questa sete spirituale. Gli inni, le sequenze, i canti e i testi di
prosa di questo periodo della letteratura cristiana sono ricchi di
richiami al s. di Gesú. Ugualmente le arti plastiche e figurative
dell'alto medioevo danno grande risalto al s. di Gesú: il Crocifisso
viene spesso rappresentato con il calice ai piedi; angeli che raccolgono
con un calice il s. che sgorga dalle piaghe di Gesú; il «mistico
bagno» nel s. di Cristo, ecc. Il s. di Cristo fu oggetto di
riflessione nella comunità cristiana anche nelle dispute teologiche dei
sec. XIV-XV, specie nella controversia del "Triduum mortis", e nella
delicata questione della con cessione della comunione sotto le due
specie, che angustiò la Chiesa nei sec. XV-XVI prima con gli Hussiti e
poi con i Protestanti. Il contributo maggiore per la diffusione del
culto particolare al s. di Cristo lo diedero le reliquie della passione
portate dall'Oriente, molte delle quali direttamente o indirettamente
caratterizzate dal s., e i molti miracoli di s. (crocifissi, statue,
quadri che miracolosamente spargevano s.; ostie consacrate che
sprizzavano s., ecc.). |
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La venerazione per tali reliquie, specie quelle
della passione, esisteva già in precedenza; ma nel medioevo essa
raggiunse il massimo impulso. In onore di queste reliquie furono erette
magnifiche chiese e famosi monasteri.Tra le piú celebri reliquie del p.
s. ricordiamo quelle di Ferrara, Bolsena, Mantova, Weingarten, Bruges e
Fécamp. Esse originarono, nei
rispettivi luoghi di conservazione, grande interesse popolare. Sorsero
confraternite dedicate al s. di Cristo, si promosse l'istituzione di
feste popolari con varie manifestazioni di pietà e s'introdusse anche il
culto liturgico al s. prezioso con messe e uffici
propri. |
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Segue
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